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Dio chiama chi ama!

Dio chiama chi ama! - Monastero   Santo  Rosario

“In realtà, è Gesù che cercate quando sognate la felicità; è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate; è Lui la bellezza che tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso; è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita; è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare. È Gesù che suscita in voi il desiderio di fare della vostra vita qualcosa di grande, la volontà di seguire un ideale, il rifiuto di lasciarvi inghiottire dalla mediocrità, il coraggio di impegnarvi con umiltà e perseveranza per migliorare voi stessi e la società, rendendola più umana e fraterna”. (Giovanni Paolo II XV Giornata Mondiale della Gioventù).

 


Come fare a capire che cosa Dio vuole da me, come farò io a corrispondere a quel disegno d’amore che Dio ha fatto per me soltanto … Ogni giovane, in un determinato momento della sua vita si pone questi interrogativi. Cosa fare??? La prima reazione potrebbe essere la paura, la paura di perdere la propria indipendenza, la resistenza a lasciarsi guidare da Dio, e fidarsi di Lui. 

“Ma io avevo tanti progetti … il desiderio di realizzare tante cose belle, anche opere buone in favore degli altri …” e si ripresenta ogni volta quella lapidaria frase di Gesù … “Se vuoi essere perfetto …”.

Non bisogna avere paura, occorre aprire il cuore e fidarsi di Lui, perché i suoi progetti sono stupendi disegni d’Amore.

 
 
 1. Conoscere le proprie emozioni (raccogliere informazioni)
 

Uno degli ostacoli nel discernimento della vocazione è dapprima l’immaturità emozionale, e fa sì, che l’uomo confonda i propri bisogni, i propri desideri umani, di solito immaturi, con desideri e ispirazioni dati da Dio. Perciò innanzitutto bisogna riuscire  a controllare la nostra capacità emotiva attraverso  l’analisi  di tutta la nostra precedente storia di vita e tutto quello che da quella vita portiamo: il grado di maturità emotiva, intellettuale e spirituale insieme a tutti i condizionamenti scaturiti dalle esperienze familiari e ambientali.

 
 

2. Accettare serenamente se stessi dedicando tempo a preghiera e riflessione
Il passo successivo alla scoperta dei nostri moti interiori è l’accettazione di se stesso, della propria vita (così com’è nel momento che rifletto) come un dono divino. E questo per poter accettare Dio e la sua volontà. Tutto questo va fatto in un ambiente ed in uno stato interiore tranquillo e dopo aver iniziato una reale vita spirituale (con preghiera e sincera disponibilità all'ascolto di Dio) altrimenti rischieremo di percorrere una strada falsa e frutto delle sole nostre idee.

 

3. Accettare l’aiuto di una guida che mi dà conferma o meno della bontà di una scelta

È lo Spirito Santo stesso che si impegna, attraverso l’aiuto del rappresentante della Chiesa, a confermare l’autenticità della vocazione sacerdotale e religiosa. La comune sensibilità spirituale verso Dio sia del direttore spirituale sia dell'uomo che si interroga sulla propria vocazione fa sì che insieme scoprano l'irripetibile piano di Dio.

 

Alcune puntualizzazioni sulla vocazione

Alcune puntualizzazioni sulla vocazione - Monastero   Santo  Rosario

Cerchiamo di infrangere il tabù che sta dietro la parola vocazione.

Nella vocazione sta il senso della nostra vita. È vivendo in essa che possiamo raggiungere il massimo delle nostre potenzialità e della nostra capacità di dono. Nella realizzazione del progetto che Dio ha pensato per noi sta il segreto della felicità.

La vocazione è una realtà molto ricca e complessa. Potrebbe essere rappresentata come punto di sintesi e d'equilibrio fra varie componenti. Espressione del dialogo tra la volontà di Dio e quella dell'uomo si realizza nell'incontro tra le ricchezze della persona e gli appelli che la vita fa a ciascuno, tra il proprio desiderio di libertà e il proprio senso di responsabilità, tra i bisogni dell'individuo e le attese della comunità, tra esperienza passata e progetto di sé. Tutto ciò fa della vocazione una realtà relazionale e dinamica che si sviluppa grazie alla capacità di autodeterminazione del soggetto.

Essa muta al mutar delle situazioni pur seguendo un filo logico, provvidenzialmente tracciato, che diviene comprensibile all'individuo solo ad una lettura retrospettiva, profonda ed illuminata, della propria storia.

 

 

La sofferenza di una vita senza senso

 

La parola vocazione viene dal latino e significa chiamata. E Dio che chiama l'uomo: ad ogni persona affida una missione, un progetto da realizzare. All'individuo spetta il compito di rispondere all'appello di Dio. Solamente chi «centra la propria vocazione» realizza a pieno la sua vita spendendola per l'obiettivo per cui è stato creato.

A questo proposito è interessante notare come l'etimologia della paro-la peccato in ebraico significhi proprio «sbagliare mira», «non centrare l'obiettivo», «camminare fuori strada»: in altre parole, essere fuori dal progetto di Dio.(…)

Viceversa anche tu avrai potuto sperimentare quanto sia pacificante vivere accanto a persone che hanno centrato in pieno la loro vocazione, che con equilibrio sanno mettere a frutto le proprie potenzialità ed accettare i propri limiti. Sono individui profondamente in pace con se stessi e con gli altri perché «al proprio posto».

Anche la psicologia, utilizzando la categoria della significatività, ci offre una riflessione assai interessante. Victor E. Frankl, psicoterapeuta viennese, afferma «Ogni epoca ha la sua nevrosi. In realtà, noi oggi non siamo di fronte, come ai tempi di Freud, ad una frustrazione sessuale, quanto piuttosto ad una frustrazione esistenziale. Il paziente di oggi soffre di un abissale sentimento di insignificanza, intimamente connesso a un senso di vuoto esistenziale».

Chi non scopre il senso della propria vita o, in altre parole, la propria vocazione, è condannato alla frustrazione e al vuoto interiore. Un vuoto che si fa sempre più strada anche tra i giovani. I tentativi di fuga da questo sentimento sono vari (stressarsi in mille attività, ubriacarsi, drogarsi, stordirsi con la musica, fare sesso ecc.) ma tutti inefficaci.

 

 

A tutti è data una vocazione da realizzare

 

Non è facile parlare oggi ai giovani di vocazione a causa dei tanti preconcetti che nel tempo sono venuti a formarsi su questo tema. Per questo prima di entrare nel vivo dell'argomento sono obbligato a fare un lavoro previo per sgombrare il campo dai tanti pregiudizi.

L'idea più pericolosa è che la vocazione non interessi tutti, ma solo alcuni: quelli che sono chiamati a diventare preti o suore.

Fortunatamente il Concilio Vaticano II si è opposto a questo modo di pensare asserendo che tutti siamo chiamati, a tutti Dio affida una vocazione, tutti Dio chiama alla santità, alla radicalità evangelica. È in-teressante come Giovanni Paolo II, nell'enciclica sui laici (Christifi-deles laici, 16), parlando della vocazione di tutti alla santità, affermi che «questa è stata la consegna primaria affidata dal Concilio [...] alla Chiesa». Capisci, il Papa dice che la cosa più importante che ha detto il Concilio è che tutti siamo chiamati a farci santi.

 

 

Tutti siamo chiamati alla santità

 

Questo è il sogno che Dio nutre per ciascuno di noi. La santità, come abbiamo visto, non è un privilegio per i più belli o i più simpatici. Dio vuole tutti santi, anche te!

Sei stato creato per questo. Questo stesso è il desiderio più profondo che portiamo dentro di noi. È il desiderio verso il quale è protesa la tua stessa natura. Come non puoi chiedere ad una mucca di darti del vino se è stata creata per fare il latte, così non puoi chiedere a te stes-so una vita di compromessi se sei stato creato per la santità. Questa è l'unica via che può darti quella felicità alla quale aneli.

 

Per tutto questo è opportuno vincere la paura

di confrontarsi con essa.

Occorre quindi fare chiarezza.

 

Una premessa: Dio non gioca a nascondino!

Occorre subito sfatare un'idea sbagliata secondo la quale scoprire la propria vocazione è veramente difficile. È vero, Dio non ti telefonerà per comunicarti quanto vuole da te. Per comprendere la tua vocazione hai bisogno di impegno e discernimento. Allo stesso modo, però, è ridicola l'idea di un Dio che giochi a nascondersi. Non è così!

La vocazione prima di essere il nostro problema è quanto Dio stesso ci vuoi comunicare. Dio vuoi farci conoscere qual è il senso della nostra vita, molto di più di quanto noi stessi lo desideriamo.

 

 

Così fa di tutto per comunicarcelo. Il problema non sta in Lui, ma in noi che non vogliamo ascoltarlo. Lo sappiamo benissimo: non c'è peggior sordo di chi non vuoi sentire!

 

Mettiti allora in ricerca della tua vocazione animato da questa certezza: Dio vuoi parlarmi! Alla domanda se è difficile conoscere la propria vocazione, Giuseppe Lazzati, ha dato questa risposta: «Direi che in fondo non è difficile, se noi non complichiamo le cose, se cioè abbiamo volontà per conoscerla e la lealtà per riconoscerla» (1990).

Mantieni quindi vivo il desiderio di sapere qual è la volontà di Dio su di te e non porre resistenza.

 

 

Seguire Gesù Cristo è fonte di gioia!

Seguire Gesù Cristo è fonte di gioia! - Monastero   Santo  Rosario

Se qualcuno di voi, cari ragazzi e ragazze, avverte in sé la chiamata del Signore a donarsi totalmente a Lui per amarlo “con cuore indiviso”, non si lasci frenare dal dubbio o dalla paura. Dica con coraggio il proprio “sì” senza riserve, fidandosi di Lui che è fedele in ogni sua promessa. Non ha Egli forse assicurato, a chi ha lasciato tutto per Lui, il centuplo quaggiù e poi la vita eterna?

SCEGLIERE TE, CHE SEI AMORE

SCEGLIERE TE, CHE SEI AMORE - Monastero   Santo  Rosario

Gesù, Buon Pastore,

accogli la nostra lode

e il nostro umile ringraziamento

per tutte le vocazioni che, mediante il tuo Spirito,

elargisci continuamente alla tua Chiesa.

Assisti i vescovi, i presbiteri, i missionari

e tutte le persone consacrate:

fa’ che diano esempio

di vita veramente evangelica.

Rendi forti e perseveranti

nel loro proposito coloro

che si preparano al sacro mistero

e alla vita consacrata.

Rivolgi anche oggi il tuo

sguardo su di noi e chiamaci.

Concedi a tutti i chiamati

la forza di abbandonare tutto

per scegliere solo Te

che sei l’amore.

Ascolta, o Cristo, le nostre invocazioni

per intercessione di Maria Santissima.

Madre tua e Regina degli Apostoli.

Lei, che, avendo creduto

e risposto generosamente,

è stata la causa della nostra gioia,

accompagni con la sua presenza

e il suo esempio coloro che chiami

al servizio totale del tuo regno.

Amen!

Vocazione: come te ne accorgi?

Vocazione: come te ne accorgi? - Monastero   Santo  Rosario

1.-SEGNI PREMONITORI

Esistono molti modi per scoprire che Dio ti sta chiamando.Qui di seguito trovi i “sintomi” piu’ frequenti:

·        Desideri realizzare qualcosa di importante per te e per la tua vita.

·        Percepisci nel cuore che Dio ti sta chiedendo qualcosa in piu’.

·        Ti crea forte disagio vedere gli uomini soffrire.

·        La vita “normale” che conduci ti piace, ma senti che in fondo ti manca qualcosa.

 

 

2.-Devi essere ONESTO

·        Davanti a Dio e a te stesso.

·        Perché: soltanto tu devi rispondere a Dio.

·        Perché: ci sono molti giovani che temono la vocazione e preferiscono nascondersi dietro mille pretesti.

·        Che peccato pensare che Dio ti stia proponendo qualcosa che non ti rende felice!

 

 

3.-Devi avere alcune Qualita’:

Se Dio ti sta chiamando ti dara’ sicuramente le qualita’ necessarie per diventare sacerdote o consacrata. Devi scoprire se possiedi tali qualita’.

Per questo parla con serenita’ al tuo direttore spirituale, sapendo che lui dopo un periodo di discernimento, ti aiutera’ a scoprire cio’ che Dio vuole veramente da te.

 

 

4.-Ricordati che la vocazione è un PROCESSO

·        La vocazione sacerdotale è un processo come tutte le storie d’amore.

·        Non pretendere da te stesso risposte fulminee.

·        Tieni conto che Dio si nasconde quando ci chiama, perché vuole lasciarci il margine sufficiente per agire (altrimenti non sarebbe una vera storia d’amore).

·        Chiedi consiglio al tuo direttore spirituale.

·        Profitta dei ritiri e incontri vocazionali per conoscere più da vicino la vocazione e l’ambiente del seminario o del convento.

  

Cos’è, e cosa non è la Vocazione?

 

 

La vocazione alla vita consacrata è:

·        Un mistero d’amore tra Dio che chiama e l’uomo che gli risponde in piena liberta’.

·        Una chiamata ad essere tramite tra Dio e gli uomini.

·        Una chiamata a vivere nel “mondo”per la salvezza degli uomini ma senza essere di questo “mondo”.

·         La decisione di un giovane che vuole donarela sua vita al servizio dei fratelli; salvare le anime e rendere questo mondo il piu’ possibile simile a quello che Dio aveva pensato per la nostra felicita’.

 

 

La vocazione alla vita consacrata non è:

·        Un sentimento: si suole dire “sento la vocazione”. Però in realtà la vocazione non si sente. Meglio, è una certezza interiore che nasce dalla grazia di Dio che tocca la mia anima e chiede una risposta libera. Se Dio ti sta chiamando la certezza dentro di te crescera’ tanto piu’ quanto tu gli risponderai con generosita’.

·        Un rifugio per chi teme di affrontare la vita. 

·        Una carriera come le altre: è una storia d’amore.

·        Una sicurezza matematica: la vocazione contemplativa deve tener presente il  “rischio”dell’amore, ma ricorda, è un rischio che e’ nelle mani di Dio.

·        Un destino irrevocabile: Molti infatti credono che coloro che partono”vanno perché vanno!”E’ un mmistero d’amore. Se no si corrisponde l’amore rimane frustrato.


I dubbi più comuni

  

1.-Qual è il MOMENTO migliore per prendere la decisione?

Sicuramente è meglio rispondere quando Dio chiama: né prima né dopo.Se te ne sei accorto…perché aspettare? E se la tua vocazione non è ancora matura…perché ti precipiti?

 

 

 

2.-Com’essere sicuri al 100%?

La vocazione come abbiamo già detto non è una certezza matematica, ma una certezza di fede come per la chiamata di Abramo(Gen). Se cerchi la certezza assoluta non la incontrerai mai! L’amore e’ un rischio, ma ti ricordo ancora che e’ un rischio nelle mani di Dio. La sicurezza della vocazione crescera’ tanto piu’ quanto tu risponderai generosamente.

 

 

3.-E se la mia FAMIGLIA si oppone?

La maturita’ del tuo comportamento e la perseveranza nella tua decisione li aiuteranno ad accettare la tua scelta. Anche loro hanno bisogno di tempo per essere pienamente partecipi della tua vocazione.

 

 

4.-E…se FALLISCO?

Se tu lo desideri sicuramente non fallirai. Il Signore ti aiutera’.

Dio aspetta da te una donazione totale ma sempre libera, e che tu accetti la sua volontà su di te. Per questo, finchè tu sarai disposto a dire: “Signore cosa vuoi che io faccia?” non ti puoi sbagliare. Il cammino in cui il Signore ti conduce e’ talora misterioso. Affidati a Lui con serenita’.