Home > Nel giardino dell'anima

Nel giardino dell'anima

PUNGOLI PER L'ANIMA E MASSIME SPIRITUALI

PUNGOLI PER L'ANIMA E MASSIME SPIRITUALI - Monastero   Santo  Rosario



PENSIERI SULLA NECESSITÀ DELLA MEDITAZIONE

PENSIERI SULLA NECESSITÀ DELLA MEDITAZIONE - Monastero   Santo  Rosario

 

La pratica quotidiana della meditazione rende l'anima raccolta profondamente in Dio, mentre il tralasciarla la rende dissipata .

                                                                                  (S. Francesco di Sales)

Un cristiano che non ama la meditazione è moralmente impossibile che viva fervoroso, ma vivrà tiepido e rilassato. A maggior ragione un sacerdote o un religioso.

(S. Alfonso de Liguori)

La persona che non medita, conoscera poco i suoi bisogni spirituali, poco i pericoli per la sua salvezza, poco i mezzi che deve usare per vincere le tentazioni, poco la necessità di pregare e certamente si perderà.

(S. Alfonso dei Liguori)

La tentazione di lasciare la meditazione fu la maggiore che io ebbi ed avendola lasciata per un anno e mezzo mi ero già messa da me nell' inferno senza bisogno di demoni che mi facessero andare . Il demonio sa bene che un' anima fedele alla meditazione è perduta per Lui.

(S. Teresa d' Avila)

La meditazione è il principio per acquistare tutte le virtù e tutti i cristiani devono praticarla . Nessuno, se Dio l'ispira a questo santo esercizio, oserà lasciala .

(S. Teresa d'Avila)

Quando noi pensiamo alle cose divine non per apprenderle, ma per innamorarci di esse, allora possiamo dire di fare meditazione, nella quale il nostro spirito come un'ape sacra, vola qua e là sopra i misteri della fede per estrarne il miele del divino amore.

                                                                                   (S. Francesco di Sales)

Se un giorno non potete meditare, riparate questa perdita con brevi preghiere e atti d'amore, con la lettura di qualche pagina di buon libro o con qualche penitenza che impedisca la continuazione di questo difetto, rinnovando una ferma risoluzione, di non lasciarla il giorno dopo.

(S. Francesco di Sales)

Iniziate sia l'orazione mentale che quella vocale col menervi alla presenza di Dio, mantenete questa regola senza alcuna eccezione e in poco tempo ne sperimenterete il profitto .

(S. Francesco di Sales)

 


DIFFICOLTÀ CHE INCONTRIAMO NEL MEDITARE

 

Voi mi dite che nella meditazione vi rimanete come un fantasma o una statua.
Sappiate che il rimanervi così non è poco, perchè è grande felicità per noi stare alla presenza di Dio. Accontentatevi di cid. Anche questo stare produce il suo frutto.

(S. Francesco di Sales)

Perseverare nella meditazione senza ricavarne frutto non è tempo perduto, ma molto fruttuoso, perchè si lavora senza interesse per la sola gloria di Dio.

(S. Teresa d'Avila)

Nella meditazione, dobbiamo sopportare con pazienza, quella folla di pensieri, di immaginazioni importune o di movimenti naturali e impetuosi, che provengono sia dall'anima per la sua aridità e dissipazione; sia dal corpo perchè non troppo sottomesso allo spirito. Ma non scorgeremo tutte queste imperfezioni se non quando Dio ci aprirà gli occhi dell'anima come usa fare con chi medita.

(S. Teresa d'Avila)

L'uomo spirituale, quando medita, stia con attenzione amorosa in Dio e con tranquillità d'intelletto, quando non può meditare, pur sembrandogli di non far nulla. Se per questo avesse scrupoli rifletta che non sta facendo poco tenendo l'anima in pace senza bramosia o desideri.

(S. Giovanni della Croce)

Se avviene che non avete gusto o consolazione nella meditazione, vi prego di non turbarvi. Se non restate consolato per la vostra grande aridità non preoccupatevi. Continuate a stare davanti a Dio con contegno devoto e tranquillo. Egli. certamente gradirà la vostra pazienza .

(S.  Francesco di Sales)


Pensieri spirituali di San Giovanni Maria Vianney

Pensieri spirituali di San Giovanni Maria Vianney - Monastero   Santo  Rosario


Molti sono i cristiani, figli miei, che non sanno assolutamente perché sono al mondo… “Mio Dio, perché mi hai messo al mondo?”. “Per salvarti”. “E perché vuoi salvarmi?”. “Perché ti amo”.

Com’è bello conoscere, amare e servire Dio! Non abbiamo nient’altro da fare in questa vita. Tutto ciò che facciamo al di fuori di questo, è tempo perso. Bisogna agire soltanto per Dio, mettere le nostre opere nelle sue mani… Svegliandosi al mattino bisogna dire: “Oggi voglio lavorare per te, mio Dio! Accetterò tutto quello che vorrai inviarmi in quanto tuo dono. Offro me stesso in sacrificio. Tuttavia, mio Dio, io non posso nulla senza di te: aiutami!”.

Oh! Come rimpiangeremo, in punto di morte, tutto il tempo che avremo dedicato ai piaceri, alle conversazioni inutili, al riposo anziché dedicarlo alla mortificazione, alla preghiera, alle buone opere, a pensare alla nostra miseria, a piangere sui nostri peccati! Allora ci renderemo conto di non aver fatto nulla per il cielo.

Che triste, figli miei! La maggior parte dei cristiani non fa altro che lavorare per soddisfare questo “cadavere” che presto marcirà sotto terra, senza alcun riguardo per la povera anima, che è destinata ad essere felice o infelice per l’eternità. La loro mancanza di spirito e di buon senso fa accapponare la pelle!

Vedete, figli miei, non bisogna dimenticare che abbiamo un’anima da salvare ed un’eternità che ci aspetta. Il mondo, le ricchezze, i piaceri, gli onori passeranno; il cielo e l’inferno non passeranno mai. Stiamo quindi attenti!

I santi non hanno cominciato tutti bene, ma hanno finito tutti bene. Noi abbiamo cominciato male: finiamo bene, e potremo un giorno congiungerci a loro in Cielo.


LA FELICITA’ E’ ALLA NOSTRA PORTATA


Coloro che vivono secondo il mondo ritengono sia troppo difficile salvarsi. Eppure non vi è nulla di più facile: basta osservare i comandamenti di Dio e della Chiesa ed evitare i sette peccati capitali; oppure, se preferite, fare il bene ed evitare il male; tutto qua!

I buoni cristiani che si danno da fare per salvare la propria anima sono sempre felici e contenti: godono anticipatamente della felicità del cielo e saranno felici per l’eternità. I cattivi cristiani, invece, quelli che si dannano, sono da compatire: mormorano, sono tristi e lo saranno per l’eternità.

Un buon cristiano, un avaro del cielo, tiene in poco conto i beni terreni: egli pensa soltanto a render bella la propria anima, ad accumulare ciò che lo renderà felice in eterno, ciò che dura in eterno. Guardate i re, gli imperatori, i grandi della terra: sono molto ricchi, ma sono contenti? Se amano il buon Dio, sì; ma se non lo amano, no, non sono contenti. Personalmente trovo che non vi sia nulla di più triste dei ricchi, quando non amano il buon Dio.

Andate pure di continente in continente, di regno in regno, di ricchezza in ricchezza, di piacere in piacere: non troverete la felicità che cercate. La terra e quanto contiene non possono appagare un’anima immortale più di quanto un pizzico di farina, in bocca ad un affamato, possa saziarlo.


ACCUMULIAMO TESORI ETERNI


Il mondo passa e noi passiamo con esso. I re, gli imperatori, tutto passa. Precipitiamo nell’eternità dalla quale non si torna più indietro. L’unica cosa da fare è: salvare la propria anima.

I santi non erano attaccati ai beni terreni; pensavano solamente a quelli celesti. Noi, al contrario, non facciamo altro che pensare al presente.

Bisogna fare come i re. Quando stanno per essere detronizzati, spediscono i loro tesori nel luogo ove intendono rifugiarsi; là, i loro tesori li aspettano.

Allo stesso modo, un buon cristiano manda tutte le sue buone opere in cielo.

Il buon Dio ci ha posto sulla terra per vedere come ci comporteremo e se lo ameremo; tuttavia, nessuno resta al mondo per sempre.

Se riflettessimo su questo fatto, alzeremmo continuamente lo sguardo verso il cielo, che è la nostra patria.

Noi, però, ci lasciamo trascinare di qua e di là dal mondo, dalle ricchezze, dai piaceri. Guardate i santi: com’erano distaccati dal mondo e da tutte le cose materiali! Come guardavano tutto ciò con disprezzo! Un religioso si trovò, dopo la morte dei genitori, in possesso di cospicue sostanze. Quando apprese la notizia chiese: “Da quanto tempo sono morti i miei genitori?”. “Da tre settimane”, gli risposero. “Ditemi: una persona che è morta può ereditare?”. “No di certo”. “Sta bene! Allora, non posso ereditare da coloro che sono morti da tre settimane, io che sono morto da vent’anni”.

La terra è come un ponte per attraversare un fiume: serve solo a sostenere i nostri piedi… Noi siamo in questo mondo, ma non siamo di questo mondo, giacché tutti i giorni diciamo: “Padre nostro che sei nei cieli…”. Per avere la nostra ricompensa dobbiamo pertanto aspettare di essere “a casa nostra” nella casa del Padre.


LA FEDE FONTE DI GIOIA


Chi non ha la fede ha l’anima ben più cieca di coloro che non hanno occhi… Viviamo in questo mondo come avvolti nella nebbia; ma la fede è il vento che dilegua la nebbia e che fa splendere sulla nostra anima un bel sole…Guardate come per i protestanti tutto è triste e freddo! E’ un lungo inverno. Per noi, invece, tutto è gaio, gioioso e consolante.

Lasciamo che la gente mondana dica quello che vuole. Ahimè! Come potrebbe vedere? E’ cieca. Se anche Nostro Signore Gesù Cristo facesse oggi tutti i miracoli che ha fatto in Giudea, ancora non verrebbe creduto.

Vedete, figli miei: quello che manca, è la fede…Quando non si ha fede, si è ciechi. Chi non vede, non conosce; chi non conosce, non ama; chi non ama Dio, ama se stesso e i piaceri della vita. Lega il suo cuore a cose che passano come una nube di fumo. Non può conoscere né la verità, né alcun bene; può conoscere soltanto la menzogna, perché non ha in sé la luce. Se avesse in sé la luce, vedrebbe chiaramente che tutto ciò che ama può solamente portarlo alla morte eterna.

Quando diciamo: “Mio Dio, io credo, credo fermamente, vale a dire senza il minimo dubbio, senza la minima esitazione…” oh! Se ci lasciassimo inondare da queste parole: “Credo fermamente che tu sei presente ovunque, che tu mi vedi, che il tuo sguardo è su di me che un giorno ti vedrò chiaramente di persona, che godrò di tutti i beni che mi hai promesso!…Mio Dio, spero che mi ricompenserai di tutto ciò che avrò fatto per esserti gradito!…Mio Dio, ti amo! E’ per amare te che ho un cuore!…” oh! Basterebbe questo atto di fede, che è al tempo stesso anche un atto d’amore!…


L’UMILTA’, PRIMA TRA LE VIRTU’


L’umiltà è il miglior modo per amare Dio. E’ il nostro orgoglio ad impedirci di diventare santi. L’orgoglio è il filo che tiene unito il rosario di tutti i vizi; l’umiltà è il filo che tiene unito il rosario di tutte le virtù.

I santi conoscevano se stessi meglio di quanto conoscessero gli altri: ecco perché erano umili. Ahimè! E’ difficile capire come e per quale cosa una creatura insignificante quale siamo noi può inorgoglirsi. Un pugnetto di polvere grande come una noce: ecco cosa diventeremo dopo la morte. C’è di che essere ben fieri! Quelli che ci umiliano sono nostri amici, non quelli che ci lodano.

L’umiltà è come una bilancia: più ci si abbassa da una parte, più ci si innalza dall’altra.

Una persona orgogliosa crede che tutto ciò che fa sia fatto bene; vuole dominare su tutti quelli che hanno a che fare con lei; ha sempre ragione; crede sempre che le sue opinioni siano migliori di quelle degli altri… Non è così!… Se si domanda ad una persona umile ed istruita di esprimere il suo parere, questa lo dice con semplicità, dopodiché lascia parlare gli altri. Sia che abbiano ragione, sia che abbiano torto, non dice più nulla.

San Luigi Gonzaga, quand’era scolaro, non cercava mai di scusarsi se gli veniva rivolto qualche rimprovero; diceva ciò che pensava e non si preoccupava più di quello che pensavano gli altri. Se aveva torto, aveva torto; se aveva ragione, diceva a se stesso: “Altre volte, però, ho avuto proprio torto”.

Figli miei, i santi erano morti a se stessi a tal punto da non curarsi del fatto che gli altri fossero o meno della loro stessa opinione. Si è soliti dire: “Oh! Com’erano semplici i santi!”. Sì, erano semplici riguardo alle cose del mondo, ma, riguardo alle cose di Dio, se ne intendevano, eccome! Certo, non comprendevano nulla delle cose del mondo! Ma solo perché esse apparivano ai loro occhi di così scarsa importanza che non vi facevano attenzione.


IL PERDONO E’ LA LEGGE


Il
buon Dio perdonerà solamente coloro che avranno perdonato: è la legge.

I santi non nutrono né odio, né astio; essi perdonano tutto, anzi, ritengono sempre di meritare, per le offese che hanno arrecato al buon Dio, molto di più del male che viene loro fatto. I cattivi cristiani, invece, sono vendicativi. Quando si odia il proprio prossimo, Dio ci restituisce questo odio: è un atto che si ritorce contro di noi. Un giorno dicevo ad una persona: “Ma allora non desidera andare in paradiso, dato che non vuole vedere quell’uomo!”, “Oh, sì che voglio andarci…. tuttavia cercheremo di stare lontani l’uno dall’altro, in modo da non vederci”. Non avranno di che preoccuparsi, poiché la porta del paradiso è chiusa all’odio. In paradiso non esiste il rancore. Per questo, i cuori buoni e umili, che sopportano le ingiurie e le calunnie con gioia o indifferenza, cominciano a godere del loro paradiso in questo mondo; coloro, invece, che serbano rancore sono infelici: hanno l’espressione preoccupata ed uno sguardo che sembra divorare ogni cosa attorno a sé. Ci sono persone che, in apparenza devote, se la prendono per la minima ingiuria, per la più piccola calunnia…. Si può essere santi da fare miracoli ma, se non si ha la carità, non si andrà in paradiso.

L’unico modo per spiazzare il demonio, quando questi suscita in noi sentimenti di odio verso coloro che ci fanno del male, è pregare subito per loro. Ecco come si riesce a vincere il male con il bene, ed ecco cosa significa essere santi.


LE BATTAGLIE DURE PORTANO ALLA VITTORIA


Non crediamo che esista un luogo su questa terra ove poter sfuggire alla lotta contro il demonio. Ovunque lo troveremo ed ovunque cercherà di toglierci la possibilità del paradiso, ma sempre e in ogni luogo potremo uscire vincitori dal confronto. Non è come per gli altri combattimenti, in cui, tra le due arti in causa, c’è sempre un vinto; nella lotta contro il demonio, invece, se vogliamo possiamo sempre trionfare con l’aiuto della grazia di Dio che non ci viene mai rifiutata.

Quando crediamo che tutto sia perduto, non abbiamo altro da fare che gridare: Signore, salvaci, stiamo perendo!”. Nostro Signore, infatti, è là, proprio vicino a noi e ci guarda con compiacimento, ci sorride e ci dice: “Allora tu mi ami davvero, riconosco che mi ami!….”. E’ proprio nelle lotte contro l’inferno e nella resistenza alle tentazioni che proviamo a Dio il nostro amore.

Quante anime senza storia nel mondo appariranno un giorno ricche di tutte le vittorie contro il male ottenute istante dopo istante! E’ a queste anime che il Buon Dio dirà: “Venite, benedetti del Padre mio…. entrate nella gioia del vostro Signore”. Noi non abbiamo ancora sofferto quanto i martiri: eppure domandate loro se ora si rammaricano di quanto hanno passato…. Il buon Dio non ci chiede di fare altrettanto….C’è qualcuno che rimane travolto da una sola parola. Una piccola umiliazione fa rovesciare l’imbarcazione… Coraggio, amici miei, coraggio! Quando verrà l’ultimo giorno, direte: “Beate lotte che mi sono valse il Paradiso!”. Due sono le possibilità: o un cristiano dominale sue inclinazioni oppure le sue inclinazioni lo dominano; non esiste via di mezzo.

Se marciassimo sempre in prima linea come i bravi soldati, al sopraggiungere della guerra o della tentazione sapremmo elevare il cuore a Dio e riprendere coraggio. Noi, invece, rimaniamo nelle retrovie e diciamo a noi stessi: “L’importante è salvarsi. Non voglio essere un santo”. Se non siete dei santi, sarete dei reprobi; non c’è via di mezzo; bisogna essere o l’uno o l’altro: fate attenzione!

Tutti coloro che possederanno il paradiso un giorno saranno santi. Il demonio ci distrae fino all’ultimo momento, così come si distrae un povero condannato aspettando che i gendarmi vengano a prenderlo. Quando i gendarmi arrivano, costui grida e si tormenta, ma non per questo viene lasciato libero… La nostra vita terrena è come un vascello in mezzo al mare. Che cosa produce le onde? La burrasca. Nella vita, il vento soffia sempre; le passioni sollevano nella nostra anima una vera e propria tempesta: ma queste lotte ci faranno meritare il paradiso.


TUTTE LE GRAZIE SONO NELLE MANI DELLA SANTA VERGINE


La santa Vergine viene spesso paragonata ad una madre: in realtà ella supera di gran lunga la migliore delle madri. La migliore delle madri, infatti, di tanto in tanto punisce il figlio che le dà un dispiacere; crede di fare la cosa giusta. La santa Vergine, invece, non agisce in questo modo: è così buona che ci tratta sempre con amore.

Il suo Cuore di Madre è solo amore e misericordia, il suo unico desiderio quello di vederci felici. E’ sufficiente rivolgersi a lei per essere esauditi.

Il Figlio ha la sua giustizia,
la Madre non ha che il suo amore. Dio ci ha amati fino a morire per noi; tuttavia, nel Cuore di Nostro Signore, regna la giustizia, che è un attributo di Dio, nel Cuore della Vergine santissima esiste solo la misericordia… Immaginate il Figlio, pronto a punire un peccatore: Maria si lancia in suo aiuto, ferma la spada, chiede grazia per il povero peccatore: “Madre mia, le dice Nostro Signore, non posso rifiutarti nulla. Se l’inferno potesse pentirsi, tu otterresti la grazia per lui”.

La santissima Vergine fa da mediatrice tra suo Figlio e noi. Malgrado il nostro essere peccatori, è piena di tenerezza e di compassione per noi. Il figlio che è costato più lacrime alla madre non è forse quello che le sta più a cuore? Una madre non si prende forse cura sempre del più debole e del più indifeso? Un medico, in un ospedale, non ha forse maggiore attenzione per i malati più gravi?

Quando parliamo delle cose terrene, del commercio, della politica… ci stanchiamo presto, ma quando parliamo della santa Vergine, è come se fosse sempre una novità. Tutti i santi hanno avuto una grande devozione per la santa Vergine; nessuna grazia viene dal cielo senza prima passare per le sue mani. Non si entra in una casa senza prima parlare al portinaio: ebbene! La santa Vergine è la portinaia del cielo. Penso che alla fine dei tempi la santa Vergine potrà finalmente godere di un po’ di tranquillità, ma finchè il mondo dura, tutti la tirano da ogni parte…
La Santa Vergine è come una madre che ha molti figli; è continuamente occupata ad andare da uno all’altro.


AFFIDIAMOCI ALLO SPIRITO SANTO


Un cristiano guidato dallo Spirito Santo non fa fatica a lasciare i beni di questo mondo per inseguire i beni del cielo. Egli sa fare la differenza.

Chi è guidato dallo Spirito Santo ha idee rette. Ecco perché ci sono tanti ignoranti che la sanno più lunga dei sapienti. Quando si è guidati da un Dio di forza e di luce, non ci si può sbagliare.

Lo Spirito Santo è luce e forza. E’ lo Spirito Santo che ci fa distinguere il vero dal falso e il bene dal male. Lo Spirito Santo è come quelle lenti che ingrandiscono gli oggetti: ci fa vedere il bene e il male ingranditi. Con l’aiuto dello Spirito Santo, tutto viene ingrandito: sia le azioni apparentemente insignificanti fatte per amore di Dio che i minimi errori. Con le sue lenti, un orologiaio distingue i più piccoli ingranaggi di un orologio: allo stesso modo noi, illuminati dallo Spirito Santo, possiamo distinguere tutti i dettagli della nostra povera vita.

In quest’ottica le più piccole imperfezioni sembrano enormi e i più piccoli peccati fanno orrore.

Il buon Dio, mandandoci lo Spirito Santo, si è comportato con noi come un grande re che incaricasse il suo ministro di guidare uno dei suoi sudditi dicendogli: “Accompagnerai quest’uomo ovunque, e lo ricondurrai a me sano e salvo”. Che bello essere accompagnati dallo Spirito Santo! E’ una buona guida, Lui…. E pensare che ci sono persone che non ne vogliono sapere di seguirlo!…

Se chiedessimo ai dannati: “Perché vi trovate all’inferno?”, risponderebbero: “Perché abbiamo opposto resistenza allo Spirito Santo”. Al contrario, se dicessimo ai santi: “Perché siete in paradiso?”, risponderebbero: “Perché abbiamo ascoltato lo Spirito Santo…”. Chi si lascia guidare dallo Spirito Santo prova dentro di sé un senso di felicità che investe tutti gli aspetti della sua vita; il cattivo cristiano, invece, è come se rotolasse su un terreno di spine e pietre.

Senza lo Spirito Santo, siamo come un sasso… Provate a prendere in una mano una spugna imbevuta d’acqua e nell’altra un ciottolo, poi strizzateli con la stessa forza. Dal ciottolo non uscirà nulla; dalla spugna, al contrario, uscirà acqua in abbondanza. La spugna è l’anima piena di Spirito Santo, mentre il sasso è il cuore duro e freddo nel quale non abita lo Spirito Santo.

Lo Spirito Santo ci guida come una madre guida il figlioletto di due anni tenendolo per mano o come una persona che vede guida un cieco. Ogni mattina bisognerebbe dire: “Mio Dio, mandami il tuo Spirito; possa egli farmi capire chi sono io e chi sei tu…”.Un’anima che possiede lo Spirito Santo gusta la dolcezza della preghiera, tanto che il tempo che vi dedica non sembra mai abbastanza; essa sente che Dio le è sempre vicino; la sua santa presenza non l’abbandona mai.



Pensieri di Sant'Agostino d'Ippona

Pensieri di Sant'Agostino d'Ippona - Monastero   Santo  Rosario

Ama e fa' ciò che vuoi. (In Io. Ep. tr. 7, 8)

Due amori fecero due città: la città terrena l'amore di sé fino al disprezzo di Dio, la città celeste l'amore di Dio fino al disprezzo di sé. (De civ. Dei 14, 28)

Quale altro sarà il nostro fine, che giungere al regno che non avrà fine? (De Civ. Dei 22, 30.5)

Ci hai fatti per te, o Signore, e il nostro cuore non ha posa finché non riposa in te. (Confess. 1, 1, 1)

Chi mai loda veramente, se non chi ama sinceramente? (Ep. 140, 18, 45)

 
Come l'orecchio nostro alla bocca dell'uomo, così il cuore dell'uomo all'orecchio di Dio. (En. in ps. 119, 9)

L'amicizia non è vera se non sei tu a cementarla tra coloro che aderiscono a te, con la carità dello Spirito Santo, che hai effuso nei nostri cuori. (Confess. 4, 4, 7)

Insegnami la dolcezza ispirandomi la carità, insegnami la disciplina dandomi la pazienza e insegnami la scienza illuminandomi la mente. (En. in ps. 118, 17, 4)

Avevo promesso, se ricordi, di dimostrarti che v'è un essere più elevato della nostra mente e della nostra ragione. Ecco, è la verità stessa: abbracciala, se puoi, e godila. (De lib. arb. 2, 13, 35)

Il luogo della quiete imperturbabile è dove l'amore non conosce abbandoni, se lui per primo non abbandona. (Confess. 4, 11, 16).

In ogni situazione umana nulla ci è amico senza una persona amica. (Ep. 130, 4)

State attenti a non riporre la vostra fiducia sul denaro, sulle amicizie, umane e sugli onori o le vanità del secolo. (En. in ps. 131, 25)

Amiamo tutti in lui. Attira verso di lui con te tutti quelli che puoi e dì loro: amiamo lui, amiamo lui. (Confess. 4, 12, 18)

Non uscire fuori, rientra in te stesso: nell'uomo interiore abita la verità. E se scoprirai mutevole la tua natura, trascendi anche te stesso. Tendi là dove si accende la stessa luce della ragione. (De vera rel. 39, 72)

Tardi ti amai, Bellezza così antica e così nuova, tardi ti amai! Sì, perché tu eri dentro di me e io fuori. Lì ti cercavo; deforme, mi gettavo sulle belle forme delle tue creature. (Confess. 10, 27, 38)

Ogni mia speranza è posta nell'immensa grandezza della tua misericordia. Dammi quello che comandi e poi comanda ciò che vuoi. (Confess. 10, 29, 40)

Ognuno è tale e quale il suo amore. Ami la terra? Sarai terra. Ami Dio? Che dirò? Sarai Dio? Non oso dirlo, ma ascoltiamo la Scrittura che dice: Io ho detto: Siete dèi e figli dell'Altissimo. (Sal 81, 6) (In Io. Ep. tr. 2, 14)

Ama ed egli si avvicinerà, ama ed egli abiterà in te. (Serm. 21, 2)


Questo è amare Dio disinteressatamente, sperare Dio da Dio. (Ser. 334, 3)

Chi ci può dare così la gioia se non colui che ha creato tutte le cose che sono fonte di gioia? (En. in ps. 32, II, d. 1, 6)

Dio non abbandona se non è abbandonato. (De nat. et gr. 26, 29)

Quando si ama, non si si fatica, o, se si fatica, questa stessa fatica è amata. (De bono vid. 21, 26)

Forse che vi vien detto: Non amate niente? Tutt'altro. Sareste pigri, morti, detestabili, miseri, se non amaste nulla. Amate, ma state attenti a ciò che amate. (En. in ps. 31, 11, 5)

Solo l'amore distingue i figli di Dio dai figli del diavolo. (In Io. Ep. tr. 5)

Ogni anima segue la sorte di ciò che ama. (In Io. Ev. tr. 7, 1)

Chi non ama è privo di motivazioni per osservare i comandamenti. (In Io. Ev. tr. 82, 3)

Dammi un cuore che ama, e capirà ciò che dico. Dammi un cuore anelante, un cuore affamato, che si senta pellegrino e assetato in questo deserto, un cuore che sospiri la fonte... e capirà ciò che io dico... (In Io. Ev. tr. 26, 4)

Non so in quale inesplicabile modo avvenga che chi ama se stesso e non Dio, non ama se stesso, mentre chi ama Dio e non se stesso, questi ama se stesso. (In Io. Ev. tr. 123, 5)

Dio ama me, Dio ama te. (En. in ps. 34, d. 1, 12)

La lode da cantare è lo stesso cantore... Siate voi la lode che volete proferire; e sarete la sua lode se vivrete bene. (Serm. 34, 6)

La tua vita non proferisca testimonianza contrastante con la lingua. Cantate con le voci, cantate con i cuori, cantate con le labbra, cantate con i costumi. Cantate al Signore un cantico nuovo. (Serm. 34, 6)

Ogni passo della Scrittura insegna quanto vale la carità. (In Ep. tr. 5, 13)

Dov'è carità, c'è pace, e dove c'è umiltà, c'è carità. (In Io. Ep. tr., prologo)

Tanto forte è la giuntura della carità che, sebbene molte pietre viventi concorrano alla struttura del tempio di Dio, esse diventano una sola pietra. (En. in ps. 39, 1)

Dio vuol farsi accogliere in noi mediante la carità. (In Io. Ep. tr. 2, 8)

Il cristiano esamini se possiede la carità e allora dica: Io sono nato da Dio. Se non la possiede, egli porta soltanto il carattere di cristiano, ma è un disertore che scappa. (In Io. Ep. tr. 5, 6)

La carità senza gioia non può essere vera carità. (En. in ps. 76, 6)

Chi ama i fratelli sopporta tutto per l'unità, perché l'amore fraterno consiste nell'unità della carità. (In Io. Ep. tr. 1, 12)