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 - Monastero   Santo  Rosario
 
Un  monastero, situato in luogo appartato o nel cuore della città, con la sua particolare struttura architettonica, ha lo scopo di creare uno spazio di separazione, di solitudine e di silenzio, dove poter cercare Dio più liberamente e dove vivere non solo per Lui e con Lui ma anche di Lui solo. E necessario perciò che la persona, libera da ogni attaccamento, agitazione o distrazione, interiore ed esteriore, unifichi le sue facoltà rivolgendole a Dio per accoglierne la Presenza nel gaudio dell'adorazione e della lode. La contemplazione diviene la beatitudine dei puri di cuore. Il cuore puro è lo specchio limpido dell'interiorità della persona, purificata e unificata nell'amore, in cui Dio si riflette e dimora; è come un cristallo terso, che investito dalla luce di Dio ne emana lo stesso splendore. 
Nel monastero tutto è orientato alla ricerca del Volto di Dio, tutto è ricondotto all'essenziale. Il raccoglimento monastico è attenzione alla presenza di Dio: se ci si disperde in molte cose, si rallenta il cammino e si perde di vista la meta.
Come riflesso e irradiazione della loro vita contemplativa, le monache offrono alla comunità cristiana e al mondo d'oggi, bisognoso più che mai di autentici valori spirituali, un silenzioso annuncio e un'umile testimonianza del mistero di Dio, mantenendo viva in tal modo la profezia nel cuore sponsale della Chiesa. E, dunque, un richiamo per tutti a « quella cella del cuore dove ciascuno è chiamato a vivere l'unione con il Signore » (Verbi Sponsa).

 

Il regno di Dio è pace e gioia nello Spirito Santo

<marquee>Il regno di Dio è pace e gioia nello Spirito Santo</marquee> - Monastero   Santo  Rosario


Convèrtiti di tutto cuore al Signore, abbandona questo misero mondo, e l'anima tua riposerà, perché il regno di Dio è pace e gioia nello Spirito Santo. Verrà a te Cristo e ti mostrerà la sua consolazione, se però tu gli avrai preparato nell'intimo una degna dimora. Tutta la sua gloria e ogni suo splendore vien dall'interno (cfr. Sal 44,14) e quivi si compiace. Frequente è la sua visita all'uomo interiore, dolce il suo discorrere, gradita la sua consolazione, molta la sua pace, e la familiarità stupenda assai. Su, anima fedele, apri a questo sposo il tuo cuore, così che abbia a degnarsi di venire a te e abitare in te. Dice infatti così: «Se uno mi ama, osserva la mia parola, e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui» (Gv 14,23). Da' luogo a Cristo, dunque.
Quando hai Cristo, sei ricco e ti basta. Sarà lui il tuo provveditore e il tuo procuratore in tutto, tanto che non occorrerà più sperare negli uomini.
Poni tutta la tua fiducia in Dio, e sia lui il tuo timore e il tuo amore. Risponderà lui per te, e farà bene, farà quel che sarà meglio. Non hai qui la tua «città stabile» (Eb 13,14); e dovunque tu sia, tu sei un estraneo e un pellegrino, né avrai mai riposo sintanto che non ti sarai intimamente unito a Cristo.
Il tuo pensiero stia sempre presso l'Altissimo e la tua supplica s'innalzi a Cristo senza interruzione. Se non riesci a speculare nelle cose alte e celesti, riposati nella passione di Cristo, e fa' volentieri dimora nelle sacre ferite di lui.
Sopporta te stesso con Cristo e per Cristo se vuoi regnare con Cristo. Se entrassi una volta perfettamente nella intimità di Gesù e sentissi, sia pure in piccola misura, il sapore del suo amore ardente, allora non ti cureresti più per nulla del tuo comodo o incomodo, ma piuttosto gioiresti degli obbrobri a te fatti, perché l'amore di Gesù fa che uno disprezzi se stesso.


Fonte: dal libro della «
Imitazione di Cristo» (Lib. 2, 1-6)



Che cosa sei venuto a cercare?

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 «Che cosa siete venuti a cercare? O, meglio, chi siete venuti a cercare?

La risposta non può essere che una sola:
 
 siete venuti a cercare Gesù Cristo».
 
PERCHE':

«E' Gesù che cercate quando sognate la felicità;
 
è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate;
 
è Lui la bellezza che tanto vi attrae;
 
è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità

che non vi permette
di adattarvi al compromesso;
 
è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita;
 
 è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere

che altri vorrebbero soffocare». 



(Giornata Mondiale della Gioventù -Tor Vergata, Giovanni Paolo II -)

Al nostro amatissimo Santo Padre Benedetto XVI

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Unite alla nostra Santa Caterina da Siena, contempliamo nel Successore di Pietro il "dolce Cristo in terra", a cui si deve filiale affetto ed obbedienza, perché: "Chi sarà disobbediente al Cristo in terra, il quale è in vece di Cristo in cielo, non partecipa del frutto del Sangue del Figliolo di Dio"(lettera 207).

O Gesù, Re e Signore della Chiesa: rinnoviamo alla tua presenza la nostra adesione incondizionata al tuo Vicario sulla terra, il Papa. In lui ci hai voluto mostrare il cammino sicuro e certo che dobbiamo seguire in mezzo al disorientamento, allinquietudine e allo sgomento. Crediamo fermamente che per mezzo suo tu ci governi, istruisci e santifichi, e sotto il suo vincastro formiamo la vera Chiesa: una, santa, cattolica ed apostolica.

Concedici la grazia di amare, di vivere e di diffondere come figlii fedeli i suoi insegnamenti. Custodisci la sua vita, illumina la sua intelligenza, fortifica il suo spirito, difendilo dalle calunnie e dalla malvagità. Placa i venti erosivi dellinfedeltà e della disobbedienza, e concedici che, attorno a lui, la tua Chiesa si conservi unita, ferma nel credere e nelloperare e sia così lo strumento della tua redenzione. Così sia.

San Domenico di Guzman

 

Messaggi per l'anima

 

Nel giardino dell'anima